Itinerari

Rocche e Castelli nel Medioevo

In tempo di guerra...

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In tempo di guerra, le vecchie cinte murarie della città costituivano un rifugio per le popolazioni dei dintorni. Ma durante il periodo d'insicurezza che ha inizio con la dissoluzione dell'Impero carolingio, il bisogno di protezione, rese necessaria ovunque la costruzione di nuovi ripari. In quell'epoca l'Europa occidentale si coprì di numerose rocche, costruite dai principi feudali perché servissero da rifugio ai loro sudditi. Tali rocche, o borghi, sorgevano di solito sopra un bastione di terra o di pietra circondato da un fossato; nel bastione si aprivano alcune porte. I contadini dei dintorni venivano mobilitati per la costruzione e la conservazione della Rocca. All'interno aveva residenza una guarnigione permanente di cavalieri. In un torrione elevato c'era l'abitazione del Signore del luogo; una canonica provvedeva ai bisogni del culto; infine, entro le mura sorgevano magazzini e granai. In tal modo i borghi laici, non diversamente dalle città ecclesiastiche, vivevano anch'essi soltanto dei frutti della terra ed erano privi di qualsiasi attività economica autonoma. Borghi e città erano in stretta relazione con la civiltà rurale, e si può ben dire, che lungi dal contrastarne le strutture, provvedevano a difenderla.

La Rocca

Quella di Narni è uno degli esempi ancora "in piedi" di quelle fortezze edificate o fatte ristrutturare dall'Albornoz nel nostro territorio.
La Rocca di Narni, per i caratteri e per la posizione è la classica fortezza militare di controllo e dominio della città: espressione genuina della politica di restaurazione papale operata così attivamente dall'Albornoz.

E' errato accostare la Rocca alla potenza della città: al contrario ne segna il declino di autonomia, libertà e forza del libero comune, della «civitas». Con la Rocca non si volevano certo accrescer le opere di difesa comunali, essa è un elemento di quel «sistema» di fortezze che il papato, dopo Avignone, pone a presidio dello Stato.

In quel tempo (1371) si ha anche la «riforma» degli Statuti Comunali: si accentua il potere centrale, dal podestà si passa al Vicario.
I Narnesi ben compresero questi significati: la Rocca fu a lungo estranea alla loro vita, ignorata, spesso detestata. Dobbiamo arrivare al 1539 perché le chiavi della Rocca siano in mano ad un Narnese, Girolamo Arca: anch'egli funzionario del potere papalino. Il castello, a quota 322 s.l.m., domina la città e conclude a sud il sistema delle fortificazioni. Massiccia nelle fattezze la Rocca venne edificata sul luogo ove prima era un monastero di clarisse e prima ancora una torre.

Iniziano nel 1367 i lavori preparatori per la costruzione di una fortezza su Narni e sulla Via Flaminia. Nel 1371 si può già insediare il primo castellano: Pietro di Novico. Tra gli architetti che lavorarono al progetto si fanno i nomi di Ugolino di Montemarte e di Matteo Gattapone.
Nel 1378 sono ultimati i lavori: la fortezza è completa e imponente: sulla porta è l'unione di quattro stemmi, probabilmente sono quelli dei papi Gregorio XI e Urbano V e dei cardinali Angelico Grimonard e Filippo d'Alençon.

Nel 1405 si trova la prima citazione del Bastione (bastiglia, bastigia): una ulteriore fortificazione della quale oggi rimane la base di una cisterna incorporata ma che aveva certamente anche una torre di avvistamento: la Rocca ebbe bisogno di un elemento aggiuntivo di sicurezza. Bastione e Rocca erano in comunicazione attraverso una via diretta sotterranea.

pur non essendo un castello di residenza ma più propriamente militare la Rocca ebbe ospiti Papi, Imperatori, Cardinali, dignitari... Finì per essere carcere. La fortezza è un quadrilatero con quattro torri agli angoli, chiamate: di San Bernardo (nord-est), San Filippo (sud-est), San Giacomo (sud-ovest) e (a nord-ovest) il "Mastio" più alto e possente che risulta dall'unione di due torri.

Anticamente circondata da fossato e da doppia cinta di mura ha all'interno un bel cortile con una cisterna in travertino e una cappella.
Assolta la sua funzione originaria la Rocca serve indubbiamente più tardi anche per difendere la città da noie esterne. Nel 1484 Sisto IV ordina un nuovo intervento di fortificazione ultimato da Innocenzo VIII. Il castello viene collegato con un avamposto costruito nel borgo delle Arvolte presso l'ospedale e costituito da 5 torrioni rotondi. Questo elemento era collegato direttamente per via sotterranea con la Rocca la quale si dice fosse pure unita, con lo stesso sistema, con la Piazza dei Priori.